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Di san
Martino, primo cristiano non martire a ricevere gli onori degli
altari nella chiesa d’Occidente, si dice che fu “soldato per forza,
vescovo per dovere, monaco per volere”, in relazione alle scelte
che indirizzarono la sua lunga vita. Nacque a Tours nel 316, nel
371 divenne vescovo e morì durante un viaggio a Candes nel 397 a
causa di una febbre improvvisa. La tradizione vuole che il suo culto
sia stato introdotto nelle nostre zone verso la metà del sec. VI
dal vescovo Felice II il quale, afflitto da una malattia agli occhi,ottenne
la guarigione grazie all’olio della lampada che ardeva all’altare
del Santo presso una chiesa di Ravenna. Tornato a Belluno il vescovo
fece edificare la cattedrale che dedicò a san Martino cosa che sicuramente
contribuì ad accrescere la devozione per il Santo e la sua popolarità,
anche grazie alle celebrazioni e alle sagre fatte in occasione della
sua festa il giorno 11 novembre, festa che,negli anni passati, coincideva
con la fine della stagione agricola. Pur di antica fondazione, la
chiesetta,collocata nel centro del paese di Susin, appare nelle
consuete fonti curiali a partire dal 1538, quando viene citata per
il considerevole patrimonio dotale. Dalle prime descrizioni emerge
un impianto fedele alla tipologia consueta nella zona, con pianta
rettangolare orientata secondo l’asse est-ovest, unico accesso a
sud, unico altare dotato di una pala con edicola lignea, copertura
a capriate lignee, pavimento in tavolame e presenza di un campanile
a “cavaliere”. La storia del piccolo edificio sacro s’intreccia
a quella di un importante personaggio, Tito Livio Burattini, il
quale,pur avendo cercato alla fine del 1500 di inglobare il manufatto
all ’interno dei suoi possedimenti, contribuì sempre con grande
generosità alla salvaguardia dello stesso, dimostrando il suo particolare
affetto con il dono di una reliquia di san Filippo Neri da esporre
sull’altare e ottenendo la sepoltura familiare nel pavimento dell
’aula. Nel corso del XVII sec. vennero apportate alcune modifiche
alla struttura dell’edificio: l’antico campanile venne sostituito
con uno a torre più grande, il pavimento venne rifatto in materiale
lapideo, si aprirono una nuova porta e due finestre a sud e venne
sostituita la vecchia pala d’altare. Successivamente, nel 1877,
epoca a cui risale probabilmente la realizzazione del contro soffitto,
e nel 1930 si è provveduto ad eseguire interventi di restauro sia
strutturale che artistico.
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