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Santa
Teresa nacque a Lisieux nel 1873 e, divenuta suora del Carmelo a
soli 15 anni, spese la sua brevissima vita dedicandosi instancabilmente
a Dio, fino a quando, nell ’“agonia allo stato puro ”, come lei
stessa definì la sua condizione di sofferenza fisica e spirituale,
morì nel 1897. La devozione alla santa, che nel 1997 è stata insignita
del titolo di Dottore della Chiesa, è molto diffusa in tutt’Europa
e la ricorrenza della sua festa, il primo ottobre, è particolarmente
sentita dagli abitanti delle Torbe che, con grande impegno e generosità,
organizzano una sagra frequentata ogni anno da un grande numero
di persone. La frazione in cui sorge la piccola chiesa non è di
antica formazione, in quanto il suo territorio era inizialmente
costituito da terreni acquitrinosi, trasformati in fertili prati
verdeggianti in epoca relativamente recente. Solo agli inizi del
XX secolo, le famiglie che avevano deciso di stabilirsi in questo
territorio avvertirono l’esigenza di avere un luogo di culto facilmente
accessibile, tanto che accolsero favorevolmente la proposta dell’arciprete
Pietro Zandogrando di edificare un oratorio da dedicare alla celebre
santa carmelitana. Nel 1930 venne benedetta la prima pietra e i
lavori proseguirono celermente fino a quando, meno di un anno più
tardi, il vescovo Giosuè Cattarossi procedette alla solenne benedizione.
Va ricordato che, tra i numerosi oblatori che supportarono l’iniziativa,
i frati della vicina Certosa di Vedana ebbero un ruolo di particolare
rilievo. Il piccolo edificio, costruitosecondo il progetto del noto
ingegnere Vincenzo Barcelloni Corte,presenta soluzioni architettoniche
di grande eleganza, che rispecchiano sobriamente le caratteristiche
tipologiche locali. l’aula rettangolare e l’abside, corpo abbastanza
profondo e rialzato di due gradini rispetto alla navata,sono orientati
secondo l’asse est-ovest e presentano copertura a volta a botte,
impostata su una ben proporzionata cornice. Gli elementi architettonici
della facciata esterna, felice rivisitazione del repertorio classico,
sono composti secondo un rigoroso schema simmetrico: la parete principale,
movimentata unicamente dall’ingresso ad arco e da due nicchie, è
definita lateralmente dai graziosi e agili campanili, che terminano
con elaborate guglie in ferro, e superiormente da un alto timpano
sormontato da una croce, all’interno del quale è alloggiato un finto
rosone.
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