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Nato
a Sospirolo, nella Certosa di Vedana, il 13 giugno 1792. Morto a
Firenze il 3 febbraio 1836 e sepolto nel chiostro di Santa Croce
"con l'Itale Glorie"
Dal Dizionario enciclopedico italiano
dell'Istituto Treccani: "Segato Gerolamo".
Viaggiatore (Vedana, Belluno, 1792 - Firenze 1836). Recatosi in
Egitto (1818), si unì (1820) ad una spedizione diretta al Sennar,
dalla quale fu tuttavia escluso dopo un lungo soggiorno a Wadi Halfa.
Proseguì allora da solo verso la Nubia, compiendo numerosi itinerari
attraverso regioni ancora sconosciute, delineando carte e raccogliendo
materiale di vario genere. Compì anche un viaggio nell'oasi di Siwa
(1821) e diresse scavi archeologici e rilevamenti cartografici.
La maggior parte delle sue collezioni fu distrutta da un incendio
al Cairo. Rientrato in patria (1823), si dedicò a lavori di cartografia.
Da ricordare i Saggi pittorici, geografici, statistici, catastali
sull'Egitto (1827), e l'Atlante del basso e alto Egitto (postumo,
2 voll. 1836). Si dedicò anche ad alcuni studi chimici, che lo portarono
alla scoperta di un procedimento di conservazione pietrificazione
di corpi animali o umani (o parti di essi), senza alterazione alcuna;
di tale scoperta conservò il segreto, che portò nella tomba".
Da "Certosa di Vedana" - ristampa, con
correzioni e aggiunte, dell'edizione 1985; Tipografia Piave 1993.
Nell'ex cella del procuratore il 13 giugno 1792 da Benedetto Segato
e da Giustina Lante di Belluno, terzo di tredici figli, nacque Girolamo
Segato. Quella che di seguito viene narrata è una breve e doverosa
biografia del più illustre e sfortunato sospirolese. Dopo l'infanzia
non particolarmente brillante trascorsa spesso
in volontario isolamento, il giovane Girolamo cominciò a manifestare
un carattere esuberante e vivace: praticò la pesca e la caccia,
imparò a nuotare nel laghetto prospiciente l'ex monastero ed a cavalcare
nelle praterie circostanti. Riflessivo ed intelligente cominciò
a studiare con l'aiuto del parroco di Sospirolo, don Antonio Bagini,
ed a dedicarsi ai primi rudimenti di chimica, botanica e mineralogia.
La sua curiosità e il desiderio di apprendere lo conducevano spesso
lontano da casa, seguito dal fedele Pietro Barp. Ritornato a casa
dopo un breve periodo lavorativo come contabile a Treviso, tornò
a dedicarsi agli studi presso il Liceo di Belluno ed ebbe come insegnante
ed amico Tommaso Antonio Catullo, celebre naturalista bellunese.
La soppressione del Liceo nel 1815 fu uno dei motivi che lo indussero
a ripartire col desiderio di ottenere un lavoro, magari all'estero,
che gli permettesse di allargare le proprie conoscenze e lo rendesse
indipendente dalla famiglia che lo accusava di parassitismo. A Venezia
conobbe Annibale De Rossetti, dirigente di una grossa azienda commerciale
al Cairo ed abile diplomatico, che gli offrì la possibilità di recarsi
in Egitto ed il 14 ottobre 1818 sbarcò ad Alessandria. Nel periodo
dal dicembre 1818 all'aprile 1823 Girolamo Segato visitò, lavorando
alla progettazione di canali, gran parte dell'Egitto; in questi
viaggi compì molte e svariate osservazioni a dimostrazione della
sua versatilità, rilevò e descrisse monumenti antichi e si inoltrò
anche in paesi pressoché inesplorati rilevandone l'ubicazione. Durante
il viaggio ad Assuan del 1820 nacque in lui il desiderio di conoscere
le antichità egiziane ed aiutato dal barone Enrico Minutoli, che
pubblicò i suoi disegni, iniziò scavi molto importanti intorno alla
piramide a scaglioni di Abu-Sir, presso Saqqara. Nel 1821 preparò
il materiale archeologico da spedire in Germania, che avrebbe poi
costituito la base sulla quale fondare il Museo Egiziano di Berlino.
L'anno seguente, tra una spedizione e l'altra, lavorando presso
il laboratorio farmaceutico dei De Rossetti, studiò la preparazione
dei papiri e dei colori dell'antico Egitto e iniziò le sue indagini
sulla pietrificazione dei cadaveri. Il clima africano gli aveva
però minato la salute e nella primavera del 1823 fu costretto a
ritornare in Italia. Sistematosi a Livorno, mentre stava progettando
di tornare in Egitto, un incendio distrusse tutto il suo materiale
che aveva lasciato al Cairo: collezioni scientifiche e archeologiche,
i disegni e anche il giornale del suo soggiorno egiziano. Scoraggiato,
rinunciò al progetto e decise di dedicarsi a lavori cartografici
e alla pubblicazione dei materiali che aveva potuto portare con
sé. Accettò l'offerta della Banca di Associazioni Marittime De Rossetti
di trasferirsi a Firenze come rappresentante della banca stessa
ed entrò in rapporto con il circolo che faceva capo a Giovan Pietro
Viesseux. Nel 1827 aveva pubblicato un primo fascicolo di saggi
pittorici, geografici, statistici, idrografici e catastali sull'Egitto,
che però non ebbe l'accoglienza sperata ed inoltre il suo socio,
l'ingegnere Lorenzo Masi, fuggì in Francia con il denaro raccolto,
il materiale ed i disegni pronti per la pubblicazione dei fascicoli
successivi. La nomina di Annibale De Rossetti a console di Firenze
ad Alessandria lasciò Girolamo Segato senza lavoro e senza appoggi,
se si eccettua l'aiuto del padre. Dopo la pubblicazione di una carta
dell'Africa Settentrionale e di un'altra della Toscana, con buon
successo, ma con scarso risultato economico, tornò a dedicarsi allo
studio sulla pietrificazione che gli rese maggior popolarità che
non i suoi viaggi e i suoi studi geografici. Alcuni studi chimici,
iniziati in Egitto e ripresi a Firenze, gli permisero di scoprire
un sistema per conservare intatti, mediante pietrificazione, corpi
animali o umani o parti di essi anche molli, senza alterazione di
forme, di volume e colore. Tale scoperta suscitò grande scalpore,
ma anche invidie e gelosie: un tentativo di scasso nel suo laboratorio
lo indignò a tal punto d a
fargli distruggere tutti i suoi scritti sull'argomento. Proprio
nel 1836, allorché ebbe finalmente l'autorizzazione di Gregorio
XVI, il bellunese Mauro Cappellari, a continuare gli studi nello
Stato Pontificio, fu colpito da polmonite e la sera del 3 febbraio
morì "in Firenze, che lo volle sepolto presso l'itale glorie": la
tomba si trova nel chiostro della Chiesa di Santa Croce. Quello
che resta della sua opera e che non è andato distrutto in seguito
all'alluvione del 1966 è conservato nel Museo di Storia delle Scienze
di Firenze. Presso il Liceo Galileo Galilei di Belluno, nella sezione
scientifica distaccata del Museo Civico, è custodito tuttora del
materiale interessante, tra cui una testa mummificata di giovane
donna, donato nel centenario della morte dai signori Andrea e Giacomo
Segato. Presso la Certosa di Vedana si trova una lapide collocata
dal municipio di Belluno, nella ricorrenza del centenario, che lo
ricorda come "uno dei più animosi investigatori delle antichità
egiziane, cartografo, chimico, naturalista, contese alla corruzione
i tessuti animali, contristato, non domo dell'avversa fortuna".
Commemorazioni/dediche in Sospirolo
La Pro Loco di Sospirolo gli ha dedicato una mostra fotografica
"Egitto 5000 anni di Storia", nel 1985.
Al Segato è intitola la Scuola Media di Sospirolo e la Piazza prospiciente
il Centro Civico.
Nel 1992 si è tenuto a Sospirolo un importante convegno, nell'occasione
è stata presentata una cartella contenente la riproduzione del tomo
I dell'Atlante monumentale del Basso e dell'Alto Egitto e di 10
tavole tra le più significative dell'opera.
Bibliografia principale
Wolynski Arturo, "Girolamo Segato: viaggiatore, cartografo e chimici",
Stab. Giuseppe Civelli, Roma 1894;
Pieri
Gino, "Girolamo Segato", Istituto Veneto di Arti Grafiche, Belluno
1936;
Pocchiesa Ivano - Fornaro Mario, "Girolamo Segato esploratore dell'ignoto",
Media Diffusion Ed. Treviso 1992.
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